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29/04/13

Latte dolce fritto

Latte dolce fritto
Portata: Dolce

Cucina tradizionale Ligure

dal ricettario di Massimiliano Gentile "I Sapori della mia Terra"

Ingredienti:
  • 150 gr. di farina
  • 100 gr. di zucchero
  • pangrattato
  • zucchero a velo
  • 1 l. di latte intero
  • 6 uova
  • 1 limone
  • olio extravergine d'oliva
Preparazione:

Sbattete con lo zucchero e la farina quattro uova e due tuorli (tenete da parte le chiare), ponete al fuoco il latte e quando è sul punto di bollire unitevi il composto. Abbassate la fiamma e cuocete, mescolando col cucchiaio di legno, fino a che la pasta non si attacca alla casseruola. Versate il composto su piatti unti con olio, livellate ad uno spessore di circa 3 cm e lasciate raffreddare. Tagliate a rombi il composto solidificato, passatelo nella chiara d'uovo sbattuta e poi nel pangrattato. Friggeteli in olio bollente, scolateli e poneteli su carta assorbente. Accomodateli su un piatto e a piacere spolverate con lo zucchero a velo.

08/04/13

Polpettone di fagiolini

Polpettone di fagiolini

Portata: Secondo piatto

Cucina tradizionale Ligure

dal ricettario di Massimiliano Gentile "I Sapori della Mia Terra"

Ingredienti:
  • 1 Kg. di fagiolini
  • 1/2 Kg. di patate
  • 1 cipolla
  • 6 uova
  • 10 gr. di funghi secchi
  • 100 gr. di Parmigian grattugiato
  • maggiorana
  • 1 o 2 spicchi d'aglio
  • sale
  • pangrattato
  • olio EVO
Preparazione:

Lessate separatamente fagiolini e patate e passate al setaccio. Ammollate i funghi, tritateli con la cipolla e rosolare il tutto nell'olio fino a farlo imbiondire. In una terrina amalgamate il composto di patate e fagiolini con il soffritto e con le uova, unitevi il Parmigiano grattugiato e un trito di aglio e maggiorana. In una teglia da forno ben oleata fate uno strato di pangrattato, versatevi l'impasto e cospargete nuovamente con il pangrattato, irrorate d'olio e cuocete in forno a 200° precedentemente riscaldato, per una trentina di minuti. Sfornare, lasciare raffreddare e servite a temperatura ambiente.

30/03/13

Colomba cioccolatosa alla manumax

Colomba cioccolatosa alla manumax
 Portata: Dolci

Occasione: Pasqua

Ricetta di Massimiliano e Manuela

Ingredienti per l'impasto:
  • 250 g. di farina
  • 6 uova
  • 250 g. di zucchero
  • 300 g. di cioccolato fondente
  • 250 g. di burro
  • 1/2 bicchiere di latte
  • 2 cucchiaini di caffè solubile
Ingredienti per la copertura al cioccolato:
  • 100 g. di zucchero a velo
  • 100 g. di cioccolato fondente del tipo da copertura
  • 60 g. di burro
  • 50 g. di granella di zucchero
Preparazione:
Mettete i tuorli delle uove in una ciotola, unite lo zucchero e lavorateli a crema, fino ad ottenere un composto biancastro e spumoso. Poi incorporatevi un miscuglio ben lavorato ed omogenee di burro, cioccolato fuso e caffè in polvere (il caffè serve ad accentuare il gusto del cioccolato).
Aggiungete il latte (tutto o in parte) e gli albumi montati a neve ben ferma. Incorporate la farina, spargendola sopra a manciate, e battete il tutto fino a renderlo uniforme. Ungete di burro ed infarinate una teglia a forma di colomba, e versatevi l’impasto. Cuocete in forno caldo a 190 gradi per circa 45 minuti.
Quando la colomba al cioccolato sarà cotta ed intiepidita, ricopritela con una glassa preparata con il burro, il cioccolato fuso e lo zucchero a velo e 4 cucchiai di acqua fredda. Levigate al superficie aggiungete la granella di zucchero e fatela solidificare.

21/02/13

Quaresimali

Quaresimali
Portata: Biscotti

Cucina tradizionale toscana

Occasione: Pasqua

Ricetta di: Manuela

Ingredienti:
  • 150 gr. Farina bianca
  • 2 Bianchi d’uovo
  • 180 gr. di zucchero a velo
  • 30 gr. di cacao amaro
  • Scorza d’arancia
Preparazione:
Mescolate in una terrina lo zucchero, la farina ed il cacao. Separatamente montate bene a neve le chiare dell’uovo. Mescolate poi le chiare montate con il composto di zucchero, cacao e farina, fino ad ottenere un impasto cremoso e non troppo solido, aggiungendo la scorza d’arancia precedentemente grattugiata. A questo punto, usando una sacca da pasticcere, create le lettere dell’alfabeto disponendo il composto su una teglia (consigliamo la carta da forno per ottenere un risultato migliore) e infornate per 15/20 minuti a temperatura non troppo elevata (sui 150° è perfetto). I Biscotti quaresimali, sono già pronti!

Nota: Squisiti biscotti al cioccolato fatti a forma di “lettera dell’alfabeto” appaiono nelle migliori pasticcerie di Firenze nelle settimane del periodo Pasquale.
Se sei alla ricerca di sapori della cucina tipica di Firenze nel periodo di pasqua e pasquetta, allora ti consigliamo di fermarti in una delle diverse buone pasticcerie artigianali della città e provare i buonissimi biscotti quaresimali (adorati dai bambini per le loro forme con cui "giocare" e non solo per la cioccolata!)

07/02/13

Frittelle di Berlingaccio

Frittelle di Berlingaccio

Portata: Dolce

Cucina tradizionale toscana

Occasione: Carnevale (Berlingaccio)

Ricetta di: nonna Wanda

Ingredienti per circa 25 frittelle:
  • 320 gr. di farina di castagne
  • 35 ml d’acqua
  • 1 pizzico di sale
  • olio per friggere (meglio olio extravergine di oliva)
Preparazione:

Ponete la farina in una ciotola ed unitevi l’acqua piano piano, stando attenti che non vi si formino dei grumi. Mescolate vigorosamente ed unite un pizzico di sale. Ponete l’olio in una teglia e, appena sarà caldo, fatevi scivolare l’impasto a cucchiaiate. Togliete le frittelle dall’olio quando le vedete belle colorite… Dentro restano comunque morbide.

Nota: Berlingaccio è una festa che si celebra a Firenze e nei comuni limitrofi il "giovedì grasso" ovvero il giovedì precedente l'ultimo giorno di carnevale. Il termine potrebbe derivare dal tedesco "bretling" (tavola), dal latino per+ligere (leccare con insistenza, nel senso di mangiare gustosamente) o, sempre dal latino, berlengo (tavola, mensa). Tutti i significati riportano tuttavia alla tavola, al cibo e in particolare ai dolci che era uso mangiare per questa festa.

03/02/13

Berlingozzo Toscano alla manumax

Berlingozzo Toscano alla manumax

Portata: Dolci

Occasione: Carnevale (Berlingaccio)

Cucina tradizionale toscana
 
Ricetta di: Manuela & Massimiliano

Nota: Abbiamo rielaborato la ricetta del  Berlingozzo che è un dolce toscano di origini molto antiche; ha la forma di una ciambella, di colore ambrato, consistenza morbida e un sapore di limone e/o di arancia. Il Berlingozzo tradizionalmente veniva preparato il giorno di "Giovedì grasso" ("berlingaccio" indica appunto questo giorno) mentre oggi è possibile trovarlo in commercio tutto l'anno. Ve lo consigliamo per la colazione o la merenda; la Manu (golosona) suggerisce di spalmarne una fetta con la Nutella e inzupparla nel caffellatte, come dargli torto? :)

Ingredienti:
  • 400 gr. di farina
  • 200 gr di zucchero
  • un pizzico di sale
  • 2 tuorli d'uovo
  • 100 gr. di burro
  • scorza d'arancia o limone
  • vanillina
  • 1 bustina di lievito per dolci

Preparazione:

Montate i tuorli con lo zucchero lavorandoli per 5 minuti con una frusta, aggiungete mescolando, il burro ammorbidito, la farina, la vanillina, il pizzico di sale, la scorza grattugiata del limone o arancia; se necessario aggiungere un poco di latte. Mescolate bene tutti gli ingredienti aggiungendo per ultimo il lievito. Imburrate uno stampo per ciambelle, stendervi all'interno il composto e infornate per 30/40 minuti in forno preriscaldato a 180°. Quando è cotto, estrarre il Berlingozzo dal forno e lasciarlo raffreddare su una gratella.

24/01/13

Cenci

Cenci

Portata: Dolci

Cucina tradizionale Toscana

Occasione: Carnevale

Ricetta di: Manuela

Ingredienti:
  • 500 gr. circa di farina tipo 00
  • 2 uova
  • 40 gr di burro
  • un cucchiaio abbondante di zucchero
  • 1 bicchierino di grappa
  • 1 arancia spremuta
  • 1 bustina di lievito vanigliato
  • olio extravergine d'oliva (o di semi per friggere)
  • zucchero a velo
Preparazione:

In una terrina si rompono le due uova, si unisce lo zucchero e lo si impasta bene, fino ad ottenere un composto omogeneo. Si aggiunge il burro, precedentemente posto al di fuori del frigo, e lasciato ammorbidire, quindi il bicchiere di grappa, senza esagerare, il succo dell’arancia e la bustina di lievito vanigliato. A questo punto, dopo che avremo lavorato un po’ il composto, cominceremo ad aggiungere la farina: non c’è una quantità precisa, ma se ne aggiunge, badando di continuare sempre ad amalgamare, quanta il composto ne riesce a tirare. Alla fine avremo una pasta elastica, che con un matterello, porteremo in sfoglie dello spessore molto fino, di circa 2/4 millimetri, facendone poi con un coltello, o meglio con una rotella da dolci, dei rettangoli delle dimensioni di circa 15 cm per 4 cm. Nel mezzo del rettangolo, si produce una incisione nel “cencio”, di circa 4 cm, centrale e parallela alla sua lunghezza maggiore. Si prende una estremità del cencio, e la si fa passare dentro a questa incisione, producendo una forma attorcigliata del cencio, una specie di nodo, insomma. Si friggono quindi velocemente i cenci in olio extravergine d'oliva, meglio se toscano (volendo va bene anche del semplice olio di semi ma il gusto non sarà uguale), si tolgono dalla padella e si lasciano riposare sulla tradizionale carta gialla per fritture, quindi si spolverano con zucchero a velo.

Nota: Questa è una variante "personalizzata" dei cenci toscani, dolce tipico del carnevale massetano, particolarmente apprezzata per la sua pasta leggera, che non si riempie di olio durante la cottura.

19/01/13

Schiacciata alla Fiorentina

Schiacciata alla Fiorentina

Portata: Dolci e torte

Cucina tradizionale toscana

ricetta di Manuela Dolfi

Occasione: Carnevale

Ingredienti:
  • 250 gr. di farina bianca 00
  • 150 gr. di zucchero
  • 1 uovo
  • 1 arancia (succo e buccia grattugiata)
  • 15 gr. di lievito di birra
  • 1 bustina di vanillina
  • olio extravergine di oliva
  • zucchero a velo
Preparazione:

Mettete la farina in una zuppiera, aggiungete il lievito e l’acqua, lavorate il tutto fino ad ottenere un impasto omogeneo. Coprite la zuppiera con un tovagliolo e fate lievitare per circa un’ora. Aggiungete l’uovo, lo zucchero, la vanillina, 4 cucchiai di olio ed il succo e la buccia grattugiata dell’arancia. lavorate il tutto energicamente per qualche minuto. Ungete una teglia rettangolare e versateci l’impasto. La teglia deve essere abbastanza grande da far sì che l’impasto risulti spesso più o meno 2 cm. Fate ancora riposare l’impasto per un’ora e poi cuocete in forno a 180 gradi per 20-25 minuti, finchè la schiacciata non assume un bel colore arancio dorato. Una volta raffreddata la schiacciata va cosparsa di zucchero a velo.

Nota: La schiacciata alla fiorentina veniva preparata a Firenze principalmente durante il periodo di carnevale, anche se adesso la si può trovare in molti forni in ogni periodo dell’anno. In altre città della toscana vengono preparati dolci simili, ma non sono vere e proprie “schiacciate”, in quanto sono alti e ben lievitati. La versione che vi abbiamo proposto è un po’ “addomesticata” rispetto a quella tipica. Se volete provare la schiacciata alla fiorentina “tipica” sostituite i 4 cucchiai di olio d’oliva con 80 gr. di strutto ed aggiungete all’impasto un pizzico di noce moscata, sale e zafferano.

Era chiamata “schiacciata unta”, per lo strutto usato nell’impasto. Quella che vi abbiamo proposto è la ricetta “leggera”, ma per tornare all’originale bastano poche modifiche.

17/01/13

Bugie liguri

Bugie liguri

Portata: Dolci

Cucina tradizionale ligure

dal ricettario di Massimiliano Gentile

Occasione: Carnevale

Ingredienti:
  • 500g di farina
  • 1 uovo
  • Una noce di burro
  • Zucchero - 3 cucchiai
  • La buccia grattugiata di un limone
  • Un bicchiere di vino bianco secco
  • Olio extravergine d'oliva per friggere
  • Zucchero a velo quanto basta
  • Sale
Preparazione:

Versate la farina su un piano di lavoro formando una fontana ed aggiungete quindi al suo centro l'uovo, il burro ammorbidito, lo zucchero, la buccia di limone, un pizzico di sale ed il vino bianco. Impastate bene il tutto fino ad ottenere un impasto bello denso, che deve essere ridotto ad una palla e lasciato infine riposare per 30 minuti circa.
Terminato questo periodo, infarinate il piano di lavoro e stendeteci sopra l'impasto fino ad ottenere uno strato molto sottile. Utilizzando una rotella dentellata, tagliate ora delle strisce di larghezza costante e friggetele in abbondante olio d'oliva caldo.
Quando le bugie sono gonfie ma ancora bianche, non dorate, toglietele dalla padella ed adagiatele su della carta assorbente da cucina così da rimuovere l'eccesso di olio.
Ponete infine le vostre bugie su di una piatto e spolveratele con abbondante zucchero a velo.

20/12/12

Cavallucci

Cavallucci

Portata: Dessert

Cucina tradizionale Toscana

Occasione: Feste di Natale

Ingredienti:
  • 400 gr. di farina
  • 150 gr. di miele
  • 100 gr. di zucchero
  • 50 gr. di arancia candita
  • un pizzico di semi d'anice
  • una bustina di lievito
  • 6 gherigli di noce
  • un pizzico di sale
Preparazione:

Pestate i semi d'anice, fate a dadini il candito e sminuzzate i gherigli. Fate intiepidire il miele i una casseruola e scioglietevi lentamente lo zucchero. Togliete dal fuoco e unite, girando piano, tutti gli altri ingredienti. Quando il miscuglio è amalgamato prendete una cucchiaiata e disponetela in una teglia leggermente infarinata. Ripetete l'operazione fino ad esaurimento e mettete la teglia in forno per una ventina di minuti a calore medio. Sfornare e lasciare raffreddare.

Nota: I cavallucci si conservano in un recipiente di vetro ben chiuso: ma siccome tendono a diventare duretti, nel Senese, da dove sono originari, si usa gustarli dopo avrli inzuppati in un vino dolce liquoroso, come il Vinsanto del Chianti (è un vino passito DOC la cui produzione è consentita nelle province di Arezzo, Firenze, Pisa, Pistoia, Prato e Siena).

17/12/12

Ricciarelli

Ricciarelli

Portata: Dessert

Cucina tradizionale Toscana

Occasione: Feste di Natale

Ricetta di: Manuela & Massimiliano
 
Ingredienti per 6 persone
  • 350 gr. di zucchero
  • 600 gr. di mandorle
  • 100 gr. di farinala scorza di mezza arancia grattugiata
  • un albume
  • un cucchiaio di zucchero vanigliato
  • zucchero a velo
Preparazione:

Sgusciate le mandorle, pestatele o passatele al mixer, riducendole a pasta, che mescolerete con lo zucchero, 8o gr. di farina e la scorza d'arancia. Amalgamate bene e lasciate riposare almeno per due ore. Aggiunti al composto lo zucchero vanigliato e l'albume, ritagliate i ricciarelli, spessi mezzo dito. lunghi 10 cm. a formare la losanga. Allineateli in una teglia leggermente infarinata e metteteli in forno gia caldo a media temperatura per una ventina di minuti. Fateli raffreddare e spolverate con zucchero a velo misto alla restante farina.

Nota: Dal quaderno di mia nonna "Dolci di Natale"
I Ricciarelli di Siena sono una ricetta tradizionale toscana che ha le sue origini nel lontano 1800 e come il panforte sono dolci da gustare nel periodo natalizio.

14/12/12

Stroscia Imperiese

Stroscia Imperiese

Portata: Dolci e torte

dal ricettario di Massimiliano Gentile

Ingredienti: (per tortiera da 26 cm di diametro)
  • 250 gr zucchero
  • 500 gr olio extravergine
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 1 kg farina 00
  • scorza di 1 limone non trattato grattugiata
Preparazione:

Amalgamate  con una frusta olio, zucchero e lievito, unite la scorza del  limone grattuggiato, fino ad ottenere un composto  omogeneo.  Incorporare la farina con le mani e impastare. Oliate la teglia e inserire l'impasto (sarà piuttosto duro e non omogeneo, non preoccupatevi) cercando di distribuirlo in modo uniforme aiutandovi con le nocche delle mani. Schiacciate bene la massa ed infornare a forno preriscaldato a 180° per circa 20 minuti.

Nota di Max:
Dolce tipico, caratteristico per l’impiego di olio d’oliva al posto del burro; “strosciare” in ligure significa spezzare, rompere; infatti questa torta è talmente friabile che non si riesce facilmente a tagliarla a fette ben composte, è uso romperla “tipo sbrisolana”. La particolarità di questa torta è che verrà piuttosto compatta, quindi ottima da degustare con vino dolce, io e Manu abbiamo optato per un buon Vin Santo delle colline del Chianti, unendo bontà Ligure a quella Toscana, sempre un'accoppiata vincente!

Panforte o panpepato

Panforte o panpepato

Portata: Dessert

Cucina tradizionale Toscana

Occasione: Feste di Natale

Ingredienti:
  • 150 gr. di cioccolato amaro
  • 150 gr. di zucchero
  • 400 gr. di mandorle 
  • 300 gr. di miele 
  • 350 gr. di cedro e melone canditi
  • un cucchiaio di arancia candita
  • 200 gr. di farina
  • 40 gr di mandorle amare
  • 2 chiodi di garofano
  • cannella in polevere
  • noce moscata
  • pepe in grani
  • una manciata di pinoli
  • zucchero a velo
Preparazione:

Sgusciate le mandorle, pestando sia quelle amare che metà delle dolci, le altre le mescolerete ai pinoli. Scaldate il miele in una casseruola finché non diviene trasparente, toglietelo dal fuoco e unitevi gli altri ingredienti, mescolando a lungo con delicatezza. Quando l'amalgama è perfetta, trasferite il miscuglio in uno stampo basso e circolare, leggermente infarinato, porlo nel forno già caldo a media temperatura per mezzora. Il panforte dovrà risultare alto poco più di un dito, scuro e ben compatto. Fatelo freddate e servitelo spolverato di zucchero a velo.

Nota: Tradizionale dolce natalizio della cultura culinarea Senese, oggi un qualcosa in più da aggiungere al succulento ed abbondante pasto natalizio; immaginiamocelo però in epoche in cui l'alimentazione era piuttosto povera... Allora, questi dolci erano davvero un toccasana e una riserva di energia per affrontare quei lavori dei campi che adesso non esistono quasi più...

09/12/12

Torrone

Torrone

Portata: Dessert

Occasione: Feste di Natale

Ingredienti:
  • 200 gr. di miele
  • 200 gr. di zucchero
  • 600 gr. di mandorle
  • 400 gr. di nocciole
  • 2 albumi
  • scorza di mezzo limone
  • canditi misti (arancia, cedro, ecc)
  • 2 ostie gastronomiche
Preparazione:

Sgusciate nocciole e mandorle, togliere la pellicola emetterle a tostare in forno. Spezzettatele, tritate il candito e grattugiate la scorza. Scaldate il miele a bagnomaria in una casseruola, girando continuamente con un mestolo: dovrà mantenersi sempre fluido e chiaro. Montate a neve gli albumi. Dopo un ora prelevate un pò di miele col mestolo e fatelo rapprendere in acqua fredda; battuto, dovrà rompersi come vetro. Chiarificate il miele aggiungendo a poco a poco le chiare a neve, sempre mescolando. Caramellate lo zucchero in poca acqua calda, facendolo bollire qualche minuto. Quando è denso, aggiungetelo al miele. Man mano che la cottura prosegue, il composto diverrà sempre più colloso e resistente. Trascorsa mezz'ora circa, aggiungete le mandorle, nocciole, canditi, scorza di limone e amalgamate. Rovesciate il torrone sopra un piano ove avrete predisposto un'ostia, dandogli la forma di parallelepipedo con la lama di un coltello largo, copritelo con l'altra ostia. Pressatelo con un peso, fatelo intiepidire e tagliatelo a stecche più regolari possibile.

Nota: La cottura a bagnomaria è indispensabile perchè non attacchi: guai se rivelasse anche solo un recondito sentore di bruciato! Come sapete, si conserva bene in un vaso di vetro col coperchio.

26/09/12

Castagnaccio

Castagnaccio
 
Portata: Dolci

Ricetta di Manuela Dolfi

NOTA: Tempo d'autunno e di castagne, ragion per cui vi propongo il CASTAGNACCIO....... quant'è buona la farina di castagne!
" La mia bisnonna metteva un pò di farina dentro un ditale, di quelli per cucire, e lo poggiava sulla cenere della stufa, dopo qualche minuto era pronto un boccone semplicissimo e squisito....... perdonate questo ricordo che risale a qu
asi 40 anni fa!"

Ingredienti:

  • 500 gr. farina di castagne
  • un pizzico di sale
  • olio d'oliva
  • zibibbo o uvetta
  • pinoli
  • gherigli di noce
  • un ciuffo di ramerino (rosmarno). Preparazione: (mezz'ora circa):
    Passate la farina di castagne al setaccio e mettetela in una terrina, aggiungete il sale, 2 cucchiai di olio e acqua fredda, così da ottenere un composto piuttosto liquido. Lasciate riposare e mettere il rosmarino a "sfumare" in un padellino con 2 cucchiai di olio. Ungete leggermente d'olio una teglia da forno dai bordi bassi e versatevi la farinata alta un dito. Cospargetela d'uvetta, pinoli, noci spezzettate e irroratela con l'olio al rosmarino. Mettete in forno e fate cuocere per mezz'ora a 220°. Il CASTAGNACCIO è pronto quando la superficie ha il bel colore marrone scuro della buccia delle castagne e la crosta è crettata.

07/09/12

Pàn Düçe Du Burgu

Pàn Düçe Du Burgu


Portata: Dolci

Cucina tradizionale ligure (Imperia)

dal ricettario di Massimiliano Gentile

Nota dello Chef: "Pane dolce del Borgo" - Ricetta tradizionale dell'alta valle Impero, con similitudini con il "Pane di San Rocco" o "del Maro", dolci anche loro ma più semplici come impasto.

Ingredienti:
  • 200 gr di farina bianca
  • 100 gr di farina di grano saraceno
  • 100 gr di zucchero
  • 69 gr di burro
  • 50 gr di noci
  • 50 gr di mandorle
  • 50 gr di pinoli
  • 50 gr di uva passa
  • 50 gr di fichi secchi
  • 1 cucchiaino di miele chiaro
  • 1 cucchiaino di marmellata di more
  • 1 cucchiaio di cioccolata fondente grattugiata
  • 1 rosso d'uovo
  • 1 bicchiere di latte
  • 30 gr di lievito naturale
  • 1 pizzico di sale
  • 1 punta di noce moscata
Preparazione:
Mescolare bene le farine con lo zucchero, quindi incorporate il burro fuso, il lievito, il latte, la noce moscata (poca) e il sale. Dividere l'impasto in tre parti, rispettivamente 2 da 1/4 e 1 da 2/4. Farne tre palline e metterle al coperto, divise, a lievitare. Dopo circa 30 minuti riprendere la parte più grande e spianarla a mano. Tritare al coltello i fichi e l'uvetta rinvenuta e strizzata; tostare l'altra frutta secca pochi minuti, pulirle dalle pellicine e passarla al mixer ma senza ridurla a polvere. Versare al centro dell'impasto e lavorare sodo (aiutandovi anche con qualche goccia d'acqua) fino a che non sia bene amalgamata e i frutti distribuiti. Fare una palla di forma allungata, alta circa 3 cm; rimettere a riposare. Prendere i due impasti piccoli e tirarli in una sfoglia assai sottile in forma pressoché tondo/ovale. Preparare tre ciotoline separate rispettivamente una col miele diluito con un cucchiaio di acqua, una con la marmellata anch'essa diluita e una con il cioccolato tritato. Stendere una sfoglia e spennellarla col miele, non troppo; coprire con l'altra, spennellarla con la marmellata, quindi mettere al centro l'impasto con la frutta secca appena rimaneggiato un poco e rimesso in forma adeguata. Arrotolare le sfoglie in modo che ricoprano bene la palla centrale, tagliare i bordi in accesso e rifinirla a mano schiacciando dove è necessario. Spennellare col rosso d'uovo stemperato con un poco d'acqua e versare a pioggia le scaglie di cioccolato. Con i ritagli di avanzo fare delle strisce di 1/2 cm circa e decorare, alternandole, la superficie; spennellare anche queste con l'uovo. Rimettere a lievitare già sulla placca del forno infarinata. Attendere che raddoppi circa di volume ed infornare a circa 200° per quasi un'ora. Quando ha un colore invitante spegnere il forno, togliere la pagnotta, avvolgerla velocemente in uno strofinaccio bagnato e strizzato e rimetterla in forno spento per 15 minuti. Toglierla, lasciare raffreddare abbastanza, affettarla e servire le fette come spuntino, per colazione, per dessert con un fiocco di panna montata non zuccherata e spolverata di cacao. Servire sia tiepida che fredda.

Consiglio di Max: Accompagnarla, a tavola, con uno spumante demi-sec o un Malvasia amabile frizzante; per i bambini è una merenda apprezzata e completa con un bicchiere di spremuta fresca.

04/09/12

Cantuccini di prato

 
Cantuccini di prato

Portata: Biscotti

cucina tradizionale toscana
Ricetta di Manuela

Ingredienti:
  • 1/2 kg di farina
  • 300 gr. di mandorle (meglio non pelate)
  • 350gr. di zucchero
  • 4 uova
  • 1 bustina di lievito

Preparazione:

Setacciare la farina in una terrina, unire lo zucchero, il lievito, le uova e le mandorle. Mescolare bene fino ad ottenere un composto che si possa lavorare con le mani. Formare dei piccoli filoncini, circa 4 cm di larghezza e 10 di lunghezza. Disporli sulla teglia da forno a una giusta distanza tra loro, dopo aver protetto il fondo con la carta da forno, infornare a 200g° per 1/2 ora circa. Sfornare e tagliare i filoncini a fette di circa 2 cm, lasciare raffreddare i biscotti.

Nota: Sono ottimi come fine pasto accompagnati da Vin Santo.

12/04/12

I consigli di Max: Pane raffermo


Usiamolo tranquillamente finché ci va bene, fa meno male di quello fresco, dopodiché non buttiamolo, lo tagliamo a dadini e lo inforniamo per 15/20 minuti a temperatura dolce per far perdere l'umidità, quindi alziamo il forno e lo doriamo, otterremo dei piccoli crostini ideali per mettere nella minestra, nelle creme. Senza contare che i bambini spesso ne sono ghiotti! Mettiamoli in un sacchetto del pane, senza umidità si conserveranno per tantissimo tempo. In ogni caso, ci sono anche gli animali: è proprio un peccato sprecarlo :)
Un pezzo di pane buttato
è sudore di chi lo ha coltivato,
di chi con dolore la schiena ha piegato.
Un pezzo di pane sprecato
è un pasto mancato
per chi anche oggi non ha mangiato.

Vi suggerisco alcuni modi diversi per utilizzare il pane raffermo: La mitica Panzanella, la Pappa al pomodoro, la Ribollita, la Fettunta, il Pan Lavato dei Beccamorti,  e le Polpette di Pane.
Clikka sul nome della ricetta  per visualizzarla sul sito: Cucinamaxosa

16/01/12

Acquacotta maremmana e minestra di sassi

Acquacotta maremmana e minestra di sassi

Portata: Primo piatto

Collezione: Ricette da leggere

Collezione: Ricette da guardare
Acquacotta maremmana
 Difficoltà: Facile

Origine: Toscana

Ingredienti per 4 persone:
  • 30 cc olio extravergine di oliva
  • 1 spicchio d’aglio
  • 3 costole di sedano
  • 2 cipolle
  • 500 gr di pomodori pelati
  • 1 peperoncino piccante
  • sale
  • 8 fette di pane toscano
  • 4 uova
  • 60 gr formaggio pecorino stagionato [grattato]
Acquacotta maremmana
 Preparazione:
  1. Comincia con lo sbucciare le cipolle, poi lava il sedano, togli i fili più duri e fallo a cubetti piccolini insieme alla cipolla. Spezzetta anche i pomodori pelati.
  2. In una casseruola o in una pentola di ghisa capiente fai colorire uno spicchio d’aglio, sbucciato e leggermente schiacciato, con 4 cucchiai d’olio, quindi aggiungi le verdure già fatte a cubetti, il peperoncino, i pomodori e il sale.
  3. Lascia insaporire per qualche minuto, mescolando con un cucchiaio di legno, aggiungi 2 litri circa di acqua calda e poi puoi dimenticarti della pentola coperta su fuoco bassissimo per circa 2 ore e 30 mezzo (in caso evaporasse troppo l’acqua aggiungila via via, ma badando che risulti sempre piuttosto densa).
  4. Verso la fine della cottura della minestra, abbrustolisci le fette di pane, strusciale con un po’ di aglio per un gusto più deciso (ci piace!) e distribuiscile a pezzi in 4 piatti fondi.
  5. Sguscia le uova nella pentola nella quale sta cuocendo la zuppa, facendo attenzione a non rompere il tuorlo: non appena gli albumi avranno iniziato a rassodare, aiutandoti con un mestolo forato togli le uova e tienile in un piatto al caldo.
  6. Distribuisci la zuppa nei piatti fondi sopra le fette di pane, metti un uovo al centro di ogni piatto e condisci con un filo d’olio d’oliva extravergine.
  7. Completa con una generosa spolverata di pecorino stagionato grattato e servi caldissima.
Nota:


Minestra di sassi
A quei tempi i vagabondi giravano ancora per strada, vivendo di espedienti e astuzie per procurarsi quando possibile un pasto caldo che li sostenesse nelle notti gelate e senza luna. In quei giorni un vagabondo dallo sguardo arguto si aggirava per il villaggio, al limitare del bosco e nella radura di faggi. Incontrò una paesana, una povera  senza luna. In quei giorni un vagabondo dallo sguardo arguto si aggirava per il villaggio, al limitare del bosco e nella radura di faggi. Incontrò una paesana, una povera  vedova che viveva di stenti nella sua capanna vicino al fiume, e le chiese un po’ di benevolenza e di carità, una minestra calda e un posto per la notte. La povera donna accolse il vagabondo con un po’ di riluttanza, ma lo avvertì subito che di mangiare non c’era verso, la dispensa era vuota e anche lei non aveva niente di cui sfamarsi. Il vagabondo le disse che lui conosceva una ricetta magica, la minestra di sassi, per cui serviva solo un po’ d’acqua di pozzo e un sasso lucido preso dal greto del fiume. Metti una bella pentola d’acqua sul fuoco, nonnina, io penserò alla minestra. E così il vagabondo camminando su e giù lungo l’argine del fiume scelse un bel sasso grigio con le venature rosse, lo sciacquò e lo portò in cucina, dove un pentolone annerito dagli anni stava già sobbollendo sopra al fuoco del camino. Il vagabondò gettò il sasso in pentola e si sedette ad aspettare, sotto lo sguardo incredulo della vecchina, che con indifferenza si era messa a fare la calza accanto al camino. Nel silenzio interrotto solo dal crepitare del fuoco, il vagabondo disse, come tra sé e sé: Certo, che se avessi un po’ di sale la minestra verrebbe ancora meglio…E la vecchina, trascinandosi alla credenza, scovò un pizzicotto di sale grosso in fondo ad un vecchio barattolo. Il vagabondo aggiunse: certo che se avessi una patata, anche vecchia, la minestra verrebbe ancora più buona. La vecchina alla luce della fiaccola andò nell’orto dietro la  casa e tornò con una vecchia patata tutta raggrinzita ed una foglia di cavolo bruciata dal gelo dell’inverno. Non contento, il vagabondo, mentre rimestava la minestra di sassi, disse alla vecchina: e adesso, se solo avessi un vecchio osso di prosciutto, ti farei sentire che minestra buona verrebbe! La vecchina si ricordò del vecchio osso senza più polpa che teneva in dispensa e lo dette al vagabondo, che lo aggiunse alla minestra di sassi che, a dirla tutta, cominciava ad avere proprio un buon profumo. E adesso, nonnina, la minestra è pronta! se solo avessi un cantuccino di pane secco, ti farei. Ho capito, ho capito… lo interruppe la vecchina. Si alzò di nuovo dal suo sgabello di paglia, frugò in fondo alla madia e trovò un tozzettino di pane secco, dal quale tagliò due fettine fini fini, che mise in fondo al suo piatto e a quello del vagabondo. Il vagabondo versò un’abbondante porzione di minestra in ogni piatto, e si sedette a tavola con la vecchina per una cena saporita e calda. Alla fine, prima di andare a dormire nel fienile, si avvicinò al pentolone, raccolse il sasso magico, lo lavò, lo avvolse in uno straccio e lo mise nella credenza della vecchina: adesso, nonnina, ogni volta che avrai voglia di una buona minestra di sassi, non devi far altro che mettere a bollire il pentolone sul fuoco ed aggiungere il sasso magico! Buonanotte e grazie per la tua cortese ospitalità!
Acquacotta maremmana
Questa è una storia che è conosciuta in più versioni, a volte il viandante è un mendicante, a volte uno scaltro monaco… ma il succo della storia è sempre lo stesso: con poco poco si può davvero far qualcosa di buono, e si può intendere sia alla lettera, che fuor di metafora, visto che in questi giorni siamo a sognare in grande! La prima volta che ho sentito questa storia ho pensato subito all’acquacotta, una minestra tipica della Maremma, una zona della Toscana che in passato era davvero povera. Avete subito capito che anche questo piatto rientra a pieno diritto nella cucina povera toscana, insieme a tante altre preparazioni che hanno alla base il pane raffermo di qualche giorno e qualche verdura. E’ un piatto nomade, che ha seguito gli amiatini che in inverno si spostavano al piano, in Maremma, in cerca di lavoro e si portavano dietro pochi ingredienti, tra i quali non mancavano mai le cipolle. Gli ingredienti base dell’acquacotta sono infatti acqua, pane e cipolle.

Fonte: julskitchen

25/12/11

Strudel

Portata: Dessert

Origine: Austria/Turchia

Difficoltà: Difficile
Strudel

Collezione: Ricette da leggere

Ingredienti per 8 persone:
  • 750 gr frutta fresca [o mele]
  • 110 gr frutta secca
  • 150 gr farina bianca
  • 50 gr burro
  • 100 gr pinoli
  • un uovo
  • 4 fette pancarré
  • cannella
  • burro e uovo per pennellare
  • sale
Tempo di preparazione: circa 80 minuti

Preparazione:
  1. Mescolare gli ingredienti per la pasta e lavorarli con le mani, a lungo, finché sarà diventata elastica. Raccoglierla a forma di palla.
  2. Pennellare la superficie con burro fuso e porla a riposare.
  3. Preparare in un contenitore gli ingredienti per il ripieno: le fette di pancarré, la frutta tagliata a tocchetti [o le mele], l'uvetta ammollata nel liquore,
    i pinoli e gli aromi.
  4. Stendere la pasta su un telo tirandola allo spessore minimo possibile con il matterello.
  5. Passare le mani sotto la sfoglia, con il dorso rivolto verso l'alto e, curvandole leggermente, tirare la pasta con delicatezza, allargandola finché sarà trasparente.
  6. Qualche piccolo foro non pregiudica il risultato finale. Ricoprire la sfoglia con il ripieno, ripiegare su di esso i 2 lati più corti, poi arrotolare con l'aiuto del telo.
  7. Stringere il telo intorno al rotolo così ottenuto e servirsene per trasferire lo stesso dalla tavola alla teglia da forno.
  8. Depositare il rotolo sulla placca imburrata e infarinata, curvarne le estremità, dando allo strudel la forma a ferro di cavallo.
  9. Pennellare con uovo sbattuto. Infornare a 180° per 40 minuti.

Note e storia:
  • L'ingrediente fondamentale dello strudel è la pasta, detta anche pasta strudel: un impasto di farina, acqua e poco olio la cui particolarità è quella della lavorazione. Infatti questo impasto va tirato in modo tale da renderlo sottilissimo: secondo un antico detto austriaco la pasta è stesa in modo corretto se, posta sopra a una lettera d'amore, ne consente la lettura delle parole. Per rendere possibile la lavorazione, la pasta deve essere tiepida, la farina deve essere molto ricca di glutine e occorre aggiungere un poco di olio per rendere l'impasto più lavorabile.
  • Nato a Bisanzio con il nome di "baklava" e diffusosi in tutto il Medio Oriente, trovò in Turchia la sua terra d'elezione. Seguendo le conquiste dei Turchi, il dolce arrivò prima nella penisola balcanica e poim nel 1547, in Ungheria, dove cambiò nome e composizione, venendo identificato come "strudel". Nell'impero austro-ungarico il dolce divenne tra i più diffusi e dopo il Congresso di Vienna del 1815 entrò alla grande anche nella tradizione gastronomica delle Tre Venezie.
  • Così lo strudel divenne un dolce tradizionale di tutte le valli alpine del nord est italiano, insieme a tanti altri elementi tipicamente tirolesi come lo speck, i canederli [knodel] e il pane di segale. La produzione importante di mele delle valli trentine ha sicuramente contribuito alla diffusione dello strudel e di tanti altri dessert che utilizzano la mela.
  • L'ingrediente fondamentale dello strudel è la pasta, detta anche pasta strudel: un impasto di farina, acqua e poco olio la cui particolarità è quella della lavorazione. Infatti questo impasto va tirato in modo tale da renderlo sottilissimo: secondo un antico detto austriaco la pasta è stesa in modo corretto se, posta sopra a una lettera d'amore, ne consente la lettura delle parole. Per rendere possibile la lavorazione, la pasta deve essere tiepida, la farina deve essere molto ricca di glutine e occorre aggiungere un poco di olio per rendere l'impasto più lavorabile.
  • Lo strudel [dal tedesco Strudel = vortice] è un dolce a pasta arrotolata o ripiena che può essere dolce o salata, ma nella sua versione più conosciuta è dolce a base di mele, pinoli, uvetta e cannella. Originario delle aree dell'Impero Bizantino, dove ancor oggi si prepara la baklava, si è quindi largamente diffuso con il nome di Strudel dall'Impero austro-ungarico in tutto il mondo a partire dalla metà del XIX secolo. In Italia tradizionalmente viene preparato nelle terre che un tempo erano sotto la dominazione austro-ungarica, principalmente Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Ogni luogo ha poi la sua ricetta: con la pasta frolla, con pasta da strudel [tradizionale, sottile: vi si arrotolano le mele dentro prima di metterla in forno] o con pasta sfoglia.  Ne esistono anche versioni con altri tipi di frutta: pere, albicocche, frutti di bosco e c'è anche chi applica la formula dello strudel anche per preparare torte salate, ad esempio con verdure, crauti e salumi.
  • Gli ingredienti tipici sono: uvetta, mele, zucchero, cannella, noci ed un rosso d'uovo. In Trentino in particolare una zona dove vi è una particolare tradizione, data anche la presenza di coltivazioni di mele DOP, è la Val di Non. Qui si prepara con mele di tipo Golden perché zuccherine e in grado di tenere la cottura, mantenendo allo stesso tempo la morbidezza grazie all'apporto di pectina.