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01/02/12

Pane dolce da brunch alla cannella

Pane dolce da brunch alla cannella

Portata: Dolci/Pani lievitati

Difficoltà: Medio/Alta/Elaborato
Pane dolce da brunch alla cannella

Occasione: Colazione

Ingredienti per 10 persone

Per la prima fase di impasto:
  • 3 1/2 cucchiaini di lievito secco
  • 3 cucchiai di miele biondo
  • 110 gr polvere di latte scremato
  • 1 uovo, sbattuto
  • 285 gr farina bianca da pane
Per la seconda fase di impasto:
  • 1 1/4 cucchiaino di sale
  • 3 cucchiai di burro fuso
  • 285 gr farina bianca da pane [più una piccola quantità per l’impasto e per spolverare]
Per la farcitura:
  • 85 gr burro fuso
  • 1 1/2 cucchiaino di cannella macinata
  • 170 g uva passa
  • 170 gr zucchero di canna
Per la lucidatura:
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaio di latte
Per la glassa:
  • 3 cucchiai di zucchero di vaniglia setacciato
  • 1 cucchiaio scarso di latte

Tempo di preparazione: 40 minuti, più lievitazione

Tempo di cottura: 25 minuti, più il raffreddamento

Preparazione

Per la prima fase dell’impasto:
  1. Versare 250 ml di acqua tiepida in un recipiente e amalgamarvi il lievito, seguito dal miele, quindi il latte in polvere e, infine, l’uovo. Unire la farina setacciata e sbattere bene tutto insieme.
  2. Regolare il forno al minimo per fare la lievitazione. Versare 50 ml di acqua calda sulla base del forno, mettere il recipiente sul ripiano e lasciare lievitare per 30 minuti.
Per la seconda fase di impasto:
  1. Incorporare il sale e il burro fusonell’impasto, poi aggiungere 255 gr di farina setacciata e formare una palla soffice. Se l’impasto risultasse colloso, aggiungere ancora 30 gr di farina setacciata.
  2. Lavorare per 5 minuti su una spianatoia infarinata, poi mettere l’impasto in una teglia da forno universale, leggermente unta, sul ripiano del forno e fare lievitare per altri 30 minuti.
  3. Riprendere l’impasto e lavorarlo ancora per 2-3 minuti fino a quandosarà liscio ed elastico. Stenderlo su una spianatoia infarinata formando un rettangolo di circa 45 cm x 35 cm. Mescolare insieme gli ingredienti per la farcitura e spalmarli uniformemente sull’impasto. Battere con la frusta l’uovo e il latte per la lucidatura.
  4. Arrotolare la pasta a mo’ di salsiccia, pareggiare le estremità e formare un cerchio. Unire le estremità, pizzicandole insieme, e sigillare con il miscuglio di uova e latte. Mettere su una teglia universale foderata di carta da forno poi, usando un piccolo coltello affilato, praticare, a distanza regolare, 10-12 incisioni diagonali profonde su tutta la superficie del cerchio. Mettere la teglia universale da forno sul ripiano del forno e fare lievitare per gli ultimi 25 minuti.
  5. Togliere la teglia dal forno e lucidare tutta la superficie con il miscuglio latte e uova. Rimettere sul ripiano del forno, dopo aver asciugato le eventuali tracce d’acqua rimaste al fondo del forno. Fare cuocere a 180°C per 25 minuti, fino a che il pane sarà ben cresciuto e avrà un bel colore dorato. Sfornare e lasciare raffreddare per 10 minuti.
  6. Per fare la glassa, mescolare lo zucchero a velo con il latte e spennellare o spruzzare sopra il pane caldo. È delizioso servito tiepido.

20/01/12

Le quaglie nel nido secondo Babette

Le quaglie nel nido secondo Babette

Portata: Secondo piatto

Collezione: Ricette da leggere
Le quaglie nel nido secondo Babette

Difficoltà: Medio/Facile

Ingredienti per 6 persone:
  • 600 gr pasta sfoglia
  • 6 quaglie grosse
  • 250 gr vitello
  • 100 gr salsiccia [luganega]
  • 180 gr foie gras d’oca
  • 25 gr tartufo nero
  • 2 fette pan carrè
  • 1 Uovo
  • 3 Scalogni
  • 150 ml Madera o Porto
  • fondo bruno di quaglie q.b.
  • 100 gr burro
  • 1 spicchio aglio
  • 1 rametto rosmarino
  • 50 gr burro chiarificato
  • 50 gr prezzemolo
Preparazione:
  1. Stendere la pasta sfoglia a 3 mm. di spessore e formare 6 vol-au-vent ovali e grossi.
  2. Spennellare d’uovo e cuocere per 12/15 minuti a 220°.
  3. Disossare le quaglie tenendole intere. Tritare il vitello, la salsiccia il pan carrè messo a bagno nel latte e mezzo scalogno.
  4. Tagliare lo scalogno rimanente e fare una riduzione col Porto fino ad ottenere 1/3 del volume.
  5. Finire la farcia amalgamando col prezzemolo tritato e aggiustare di sale.
  6. In ogni quaglia introdurre poi la farcia, un bastoncino di foie gras e una lamina di tartufo.
  7. Cucire le quaglie, bardare di lardo e cuocere per 30 minuti circa a 200° in forno col burro chiarificato aromatizzato con l’aglio in camicia e il rosmarino.
  8. Preparare la salsa con la riduzione filtrata e il fondo di quaglia.
  9. Emulsionare a caldo col burro fresco al momento dell’utilizzo.
  10. La quaglia verrà servita nel vol-au-vent, accompagnata dalla salsa.
Nota

Titolo: Il pranzo di Babette (Babettes gaestebud)
Regista: Gabriel Axel
Anno: 1987
Nazione: Danimarca
Durata: 102'
Cast: Stéphane Audran, Jarl Kulle, Bodil Kjer, Brigitte Federspiel, Bentt Rothe, Jean-Philippe Lafont, Bibi Andersson



Il senso del destino, le responsabilità individuali; il contrasto tra le scelte dell’uomo e il capriccio della sorte; il rapporto tra l’uomo e Dio, tra la realtà multiforme e l’unità della fede; i desideri del corpo opposti a quelli dello spirito, la fame dell’anima che si accosta all’appetito del palato; malinconia e stupore, frugalità e magnificenza, sorpresa e abitudine; la piccola comunità opposta - e circondata - al mondo esterno; destini che per un attimo si intrecciano per poi allontanarsi. La profuga Babette Hersan, cuoca francese, viene accolta da due anziane sorelle norvegesi; le due signorine, donne pie e profondamente religiose, saranno ricompensate per aver aperto la loro casa a chi aveva bisogno. Molti anni dopo, infatti, Babette investe una grossa somma vinta alla lotteria nell’allestimento di un pranzo, un autentico banchetto francese, per ringraziare le due sorelle. Zuppa di tartaruga, blinis Demidoff, cailles en sarcophage, vini squisiti: il pranzo offerto da Babette non è solo delizioso e sontuoso per abbondanza e varietà, ma è anche un capolavoro di bellezza, e le immagini del film rendono giustizia alle capacità della cuoca. Il gioco degli eccessi si stempera nelle atmosfere delicate di una fiaba nordica. L’adattamento cinematografico del racconto di Isak Dinesen [pseudonimo di Karen Blixen] è considerato un classico non solo per le tematiche trattate, per il garbo con cui sono affrontate o per la bellezza delle immagini: la forza del film è anche nel lasciare lo spettatore affamato e desideroso di provare i manicaretti di Babette, tutti frutto di un amore quasi maniacale per l’alta cucina francese.