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28/03/13

Pacchetto di verza alla manumax

Pacchetto di verza alla manumax
Portata: Secondo piatto

Cucina vegetariana

Ricetta di: Manu & Max dal ricettario di Massimiliano Gentile "Mon Amour"

Ingredenti:
  • 1 verza
  • 2/3 fettine di pane casereccio raffermo
  • latte
  • 1 uovo
  • 3/4 cucchiai di grana grattugiato
  • sale e pepe 
  • aglio
  • peperoncino
  • semi di cumino (facoltativi)
  • 1/2 bicchiere di vino bianco secco
  • salsa semplice di pomodoro
Preparazione:

Pulite la verza staccandone le foglie e facendo attenzione a non rompere quelle esterne che si intendono usare per chiudere gli involtini. Sbollentate le foglie esterne in acqua leggermente salata finchè saranno morbide ma non troppo cotte altrimenti si rompono. Scolatele, adagiatele su un panno pulito. Sbollentate le restanti foglie per pochi minuti, scolatele e tagliatele a listarelle. Mettete il pane a pezzetti ad ammorbidire in poco latte, finchè questo verrà assorbito. Nel frattempo insaporite le verze tagliuzzate in padella con olio, aglio e poco peperoncino, salate e pepate a piacere e cospargete con qualche seme di cumino. Quando il tutto sarà ben cotto spegnete e far leggermente intiepidire. In una ciotola unite il pane bagnato nel latte ad una parte delle verze cotte. Aggiungete il grana, regolate di sale se serve e infine unite l'uovo e amalgamate bene il tutto.
Eliminate la costola dura dalle foglie esterne precedentemente tenute da parte, mettete una cucchiaiata abbondante di ripieno su ogni foglia e chiudere a involtino fissandolo, perchè non si apra in cottura, con dello spago da cucina. Rosolate gli involtini in padella con un filo d'olio, un minuto per parte, poi sfumate con il vino, fate evaporare, unite la salsa di pomodoro e cuocere ancora per qualche minuto.

24/03/13

Ragù d'Agnello manumaxoso

Ragù d'Agnello manumaxoso
Portata: Salse e Sughi

Ricetta di Massimiliano Gentile dal ricettario "Mon Amour"

Ingredienti:
  • 600 g di polpa d'agnello trita
  • 2 carote
  • una costa di sedano
  • 1 cipolla
  • brodo di carne
  • un bicchiere di vino rosso
  • passata di pomodoro
  • olio d'oliva
  • sale e pepe
Preparazione:

Nettate le verdure e fatene un trito, fatele saltare in una casseruola con un po' di olio d'oliva, quando risulteranno soffritte unite la carne trita facendo rosolare bene anch'essa.
Aggiungere vino rosso e farlo sfumare, salate e pepate, mettete il pomodoro e lasciar cuocere per circa 2 ore e mezzo. Ogni tanto, quando serve,  bagnate con del brodo caldo per evitare che la carne asciughi troppo. Se aggiungerete anche  un pezzetto di agnello con osso, il ragù risulterà più saporito, in questo caso unitelo intero prima di aggiungere il pomodoro. A cottura ultimata conditeci la pasta che più gradite, l'ideale sono tipi di pasta lunga e al momento di servire guarnite con un trito di erbe aromatiche come timo, rosmarino e una spolverata di pecorino gratuggato o Parmigiano.
Nota: Il ragù di agnello è una salsa che può accompagnare la pasta, i tortelli, le tagliatelle e perché no...anche la polenta:)

06/05/12

Polpettine alla Panna

Polpettine alla Panna
Portata: Antipasto

dal ricettario di Massimiliano Gentile

Nota dello Chef: Antipasto molto delicato, si sposa bene con un rosso giovane e leggermente fresco, ottimo il Teroldego fruttato ma si abbina bene al vino che avete scelto per gli altri antipasti. Secondo i commensali cercate di avere almeno 3 polpettine ciascuno e magari che ne avanzi qualcuna, non si sa mai :)
 
Ingredienti per 8 porzioni
    per le polpette:
  • 200 g di trita scelta di manzo
  • 2 uova
  • sale
  • pepe
  • pochi semi di finocchio

  • per la salsina:
  • 20 cl di polpa di pomodoro
  • poca maggiorana
  • 1 peperoncino
  • olio
  • sale
  • pepe nero
  • 20 cl di panna fresca
Preparazione:
 
Amalgamate le carne con le uova, il sale, il pepe e il finocchio. Ricavatene polpettine della grandezza di una comune biglia piccola. Rosolatele nell'olio con il peperoncino, quindi togliete tutto, gettate il peperoncino e fate assorbire l'unto su della carta assorbente. Pulite la padella con un panno, versatevi un po' d'olio, il pomodoro e fate appena scaldare, pepate, salate e aggiungete la maggiorana, immergete le polpette e fatele cuocere 10 minuti a fuoco bassissimo. Incorporate la panna, unitela bene al pomodoro, attendete che riprenda il bollore e spegnete il fuoco. Lasciatele riposare almeno mezz'ora coperte e riscaldate al momento di servirle.

13/04/12

Penne alla "P"



Portata: Primo piatto

dal ricettario di Massimiliano Gentile 

Ingredienti per 4 porzioni
  • 350 g di pennette
  • 150 g di piselli freschi
  • 100 g di pancetta grassa
  • 50 gr di prosciutto cotto
  • 1/2 porro
  • 100 ml di panna
  • 2 mestolini di salsa di pomodoro
  • 1 peperoncino
  • prezzemolo
  • pepe
  • parmigiano
Preparazione:

Scaldare la pancetta a fuoco basso, quando comincia a sciogliere il grasso aggiungere il porro tritato, il prosciutto e il peperoncino intero, dopo pochi minuti mettere il pomodoro, i piselli e un poco di acqua, lasciate cuocere 20 minuti. Togliere il peperoncino. Cuocere le penne al dente, scolarle bene e aggiungere alla salsa, finire di cuocere un paio di minuti, finché il sugo non sia ben legato, aggiungere la panna, mescolare, quindi il prezzemolo tritato finissimo, poco pepe bianco e il parmigiano a piacere.

Nota dello Chef: 
Preferite i piselli congelati se non ci sono freschi, evitate di farla con quelli in scatola. Piatto abbastanza forte, da preferirsi accompagnato anche da un vino rosso robusto, io vedo bene un Barolo, dipende comunque dai gusti.

11/01/12

Mousse di lenticchie

Mousse di lenticchie

Portata: Antipasti

Mousse di lenticchie
Difficoltà: Facile

Occasione: Capodanno e feste di Natale

Ingredienti per 4 persone:
  • 200 gr lenticchie rosse
  • mollica di due fette di pane raffermo
  • 60 gr formaggio cremoso
  • 1\2 costa di sedano
  • 2 carote
  • 2 foglie di alloro
  • 1 spicchio di aglio
  • 1 rametto di rosmarino fresco
  • 1 rametto di timo fresco
  • 1 bustina di zafferano
  • 2 cucchiai di passata di pomodoro
  • 2 pizzichi di sale grosso
  • pepe nero q.b.
  • 150 gr brodo granulare vegetale
  • 60 gr olio extravergine d’oliva
  • pancetta, speak o cotechino [per decorare]
Preparazione:
  1. Lavate le lenticchie e lasciatele in ammollo con dell’ acqua per circa un’oretta.
  2. Tagliate a pezzetti il sedano, le carote, unite l’aglio e rosolateli in una padella con 3 cucchiai di olio per qualche minuto mescolando.
  3. Versate le lenticchie rosse e ricopritele con acqua calda fino a coprirle.
  4. Aggiungete le foglie di alloro, il timo e rosmarino che avrete legato con dello spago da cucina, lo zafferano, la passata di pomodoro, un misurino di brodo granulare, il sale e una spolverata di pepe macinato.
  5. Cuocete per circa 25 minuti controllando il grado di cottura delle lenticchie ed eventualmente aggiungendo altra acqua se dovesse asciugarsi troppo.
  6. Non importa se dovessero cuocere troppo… tanto poi frullerete tutto.
  7. Mentre le lenticchie cuociono, sbriciolate la mollica di pane e lasciate ammorbidirla con 3 cucchiai di acqua calda.
  8. Unite la mollica di pane ammorbidita e ben strizzata alle lenticchie leggermente raffreddate insieme al formaggio cremoso e frullate il tutto con un frullatore a immersione.
  9. Aggiungete un cucchiaio d’olio crudo e servite la mousse in bicchierini, decorando con pancetta, speck o briciole di cotechino e un rametto di timo fresco.

27/12/11

Involtini di lampredotto con carciofi e mortadella

Portata: Cibo di strada

Origine: Toscana

Collezione: Ricette da leggere

Collezione: Ricette da guardare
Lampredotto

Nota:
  • Ho trovato questa ricetta sul blog del noto critico gastronomico fiorentino Leonardo Romanelli, e dopo averla provata non ho potuto resistere alla tentazione di riproporla.
  • Leonardo Romanelli è una delle anime moderne della cucina toscana, verace e attaccato ai valori della tradizione sa coniugare la coerenza delle cucina tradizionale con quel giusto apporto di modernità ed innovazione.
  • La sua ricetta di involtini di lampredotto rappresenta un modo nuovo di servire un piatto tipico toscano, e può contribuire alla diffusione della cultura del quinto quarto troppo spesso disprezzato nella cucina moderna.
Ingredienti per 4 persone:
  • 500 grammi di lampredotto
  • 4 fette di mortadella
  • 200 grammi di scamorza molto fresca
  • 4 carciofi
  • passato di pomodoro
  • farina
  • olio extravergine
  • 2 spicchi aglio
  • 2 foglie salvia
  • 1 rametto ramerino [rosmarino]
  • 2-3 cucchiai prezzemolo tritato [per guarnire]
  • sale
  •  pepe nero
  • brodo vegetale
Preparazione:
  1. Per fare bene questa ricetta occorre scegliere un pezzo di lampredotto più regolare possibile, da cui ricavare otto fette di simili dimensioni.
  2. Con il batticarne schiacciare le fette di lampredotto cercando di renderle tutte dello stesso spessore, facendo attenzione a non romperle.
  3. Saltare i carciofi puliti e fatti a fettine molto sottili in una padella con un filo d'olio ed uno spicchio d'aglio schiacciato, non cuocerli troppo ma saltarli appena quel tanto che basta da levargli il "crudo", lasciandoli comunque croccanti. Salate e pepate e lasciate intiepidire.
  4. Disporre su ogni fetta di lampredotto una mezza fetta di mortadella e delle fettini sottili di scamorza, poi aggiungere una cucchiaiata di carciofi.
  5. Formate ora gli involtini con ciascuna fetta, fermandoli con degli stuzzicadenti. Fate attenzione a chiuderli bene perchè il formaggio poi tenderà ad uscire altrimenti.
  6. Scaldate in una padella [potete riutilizzare quella in cui avete saltato i carciofi] un po' d'olio con un paio di spicchi d'aglio schiacciati [in camicia se preferite un gusto meno deciso], un paio di foglie di salvia ed un rametto di ramerino.
  7. Passare gli involtini uno per uno in un piatto con un po' di farina, e metteteli a rosolare nella padella a fuoco vivace, girandoli per farli prendere colore da tutti i lati.
  8. Aggiungete una mestolata di brodo vegetale bollente [mi raccomando, non fatelo con il dado!].
  9. Per fare un ottimo brodo vegetale bastano pochi minuti, si butta una carota, mezza cipolla e un gambo di sedano nell'acqua, magari insieme a una manciata di gambi di prezzemolo, e si fa bolire per un quarto d'ora, fate evaporare per qualche minuto e poi togliere gli involtini dalla padella e teneteli da parte.
  10. Aggiungere ora il passato di pomodoro in padella e fate sobbollire per 15-20 minuti a fuoco moderato, regolando di sale e pepe.
Firenze - Ponte vecchio [sull'Arno]

    
    Ponte vecchio ripreso da un lato
  • A questo punto aggiungete al sugo gli involtini, giusto per farli riscaldare, e servire con abbondante prezzemolo tritato molto caldi.
Firenze - Il Duomo


Nota:
  • Gastronomicamente il lampredotto a Firenze è un’istituzione, una leggenda presente quotidianamente per le strade della città sui “banchini dei trippai”, questi piccoli chioschi su quattro ruote, che sono i baluardi di una tradizione popolare conservata nel tempo sotto l’ombra di antichi palazzi e grandi opere d’arte.
  • Il lampredotto non è cibo da turisti: è cibo di strada. Racconta, cioè, della storia e della vita di un popolo, che per quelle strade è passato e in esse ha vissuto.
  • Viene servito dai trippai nel toscanissimo panino chiamato semelle con l’aggiunta, secondo il proprio gusto, di condimenti a scelta, che vanno dal semplice sale e pepe, alla classica salsa verde, fino ad arrivare all’olio piccante. Per ultima, vi aspetta la rituale domanda del trippaio fiorentino: lo vuole bagnato?
  • Rispondete di sì.
  • Tufferà così nel sugo del pentolone la calotta superiore del panino, che vi sarà così servito gustoso e gocciolante.
Storico trippaio in via Gioberti


Non solo trippai:

Trippai di un tempo




Trippaio di un tempo

Gli ultimi baluardi di questo cibo povero e popolano sono i “banchini dei trippai”, come li chiamano a Firenze.
Un tempo erano carretti di legno, dipinti con colori sgargianti, condotti a mano o appoggiati su tricicli a pedali.
Oggi sono piccoli chioschi su quattro ruote, tutti di acciaio, lindi e sterili, ma con ancora intatto il loro fascino gitano.
Portano in giro per Firenze il pesante carico di trippe e di storia.
In bella mostra, a un lato del banco, in mezzo a verdure fresche, limoni e insalata, i venditori offrono la loro mercanzia: lampredotto, trippa e poppa [la mammella del bovino] già bolliti e pronti per essere cucinati dalle massaie tra le mura domestiche, in una miriade di ricette.
Sull’altro lato del banco bollono due pentole piene di brodo, nelle quali cuociono, insieme a pomodori, carote, prezzemolo, cipolla e patate, grandi pezzi di lampredotto, destinati a una fine gloriosa: farcitura succulenta in mezzo a panini croccanti. 

Trippai come superstar:

Panino con lampredotto





Panino con lampredotto

Gli ultimi araldi di questa tradizione culinaria fiorentina hanno nomi conosciuti in città, sono famosi e più amati di Michelangiolo Buonarroti, fedeli ai colori e alla tradizione gastronomica della città gigliata. Miro Pinzauti, Fulvio Laporta, Orazio Nencioni, Fabrizio Giannelli, Andrea Zinci non sono solo “trippai”; non si limitano a preparare superbi panini con il lampredotto, ma rappresentano l’ultimo anello della tradizione popolare fiorentina.
Miro Pinzauti, Fulvio Laporta, Orazio Nencioni, Fabrizio Giannelli, Andrea Zinci non sono solo “trippai”; non si limitano a preparare superbi panini con il lampredotto, ma rappresentano l’ultimo anello della tradizione popolare fiorentina.
Il loro panino è un rito, è uno slow-food fatto di sapori, di chiacchiere, di pause e di commenti, di buoni e sani bicchieri di Chianti.
Il panino va mangiato sul posto, tra i discorsi degli avventori, in mezzo alle battute salaci e pungenti, tra la raffinata atmosfera rinascimentale e la semplice voglia di discutere su ogni argomento: il calcio, la politica, il tempo.

Firenze - Mercato Centrale

Firenze - Mercato centrale
Il mercato centrale di Firenze è situato in centro, tra via dell'Ariento e Piazza del Mercato Centrale.
Si trova all'interno di una grande struttura liberty in ferro e vetro costruito nel 1870.
Nelle vie che costeggiano le struttura vi è un mercatino permanente di bancarelle che vendono artigianato, magliette, bigiotteria, borse in pelle e tanti altri articoli.
Un'altra particolarità è la valorizzazione delle frattaglie: ci sono almeno 4-5 "tripperie" che vendono qualunque taglio del quinto quarto del bovino: dalle mammelle [le "poppe"] alla matrice [l'utero], passando per il pene e i testicoli del toro, la trippa, il lampredotto [il quarto stomaco del bovino].
Un simpatico trippaio mi dà una dimostrazione del mitico [forse un po' macabro] "sense of humor toscano" consigliando il "misto Pacciani", e potete immaginare quali siano gli ingredienti.

Il cinghiale al di fuori del Mercato Centrale, Firenze